Mascalcia Congiu

Patologie del Cavallo

Atassia spinale (sindrome di Wobbler)

Altri termini utilizzati per indicare questa sindrome sono:

SPONDILOLISTESI
INSTABILITA’ VERTEBRALE CERVICALE
SPONDILOPATIA CERVICALE
MALFORMAZIONE CERVICALE

È stata descritta per la prima volta nel cavallo nel 1939 Con queste terminologie si indica un complesso di manifestazioni derivanti da un fenomeno compressivo che si verifica a carico del midollo spinale cervicale quando la compressione è dovuta a malformazioni di sviluppo, ad instabilità vertebrale o a variazioni del lume del canale spinale
DESCRIZIONE
Sindrome caratterizzata da barcollamento, instabilità e atassia del treno posteriore

SINTOMATOLOGIA
· Sintomi clinici variabili a seconda della sofferenza del midollo spinale, a partire da un’insufficiente coordinazione dei movimenti fino ad un’atassia bilaterale;
· Camminando, ondeggia e barcolla sul posteriore (il treno posteriore è il più colpito, in quanto il numero dei suoi tratti motori è inferiore a quello del treno anteriore. In più i tratti motori destinati al posteriore sono più superficiali, nella porzione del midollo cervicale)
· Trascina le unghie
· Arti anteriori rigidi e che incrociano nella camminata
· Resistenza alla manipolazione della regione cervicale
· Peggioramento nei cambi di direzione e nello spostamento laterale del posteriore
· Grandi difficoltà ad alzarsi
· Cadute e collassi durante il movimento
· Incapacità alla monta
· Incontinenza urinaria e fecale

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Morva

È una grave malattia infettiva trasmissibile anche all’uomo e più facile a riscontrarsi negli animali denutriti: si appalesa con macchie biancastre ulcerose sulla mucosa del setto nasale, dalla fuoriuscita da esso di un secreto vischioso e dall’ingrossamento delle ghiandole sottomascellari.

Questa malattia viene pure detta farcino perché a volte compaiono sotto la cute dei noduletti o dei cordoni linfatici che degenerano poi in piaghe. Nei casi dubbi si ricorre alla malleinizzazione che permette una diagnosi sicura. L’animale colpito va subito isolato e la scuderia disinfettata, si dovrà inoltre escludere l’abbeverata collettiva in vasca. Non si conoscono mezzi di cura ma soltanto di prevenzione mediante vaccini specifici.

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Bolsaggine (Enfisema Polmonare Cronico)

È causata dallo sfiancamento degli alveoli polmonari e si appalesa col cosiddetto “contraccolpo”; la cura, sia clinica che chirurgica, specialmente quando il male è cronico, è di esito dubbio.
Si osserva nei soggetti sottoposti a notevole sforzo come si verifica per quelli da tiro o da caccia.
Le cause possono essere traumi, avvelenamento o pregresse infezioni, dovute al fatto che la inspirazione si verifica in due tempi.

La malattia è di solito accompagnata da tosse debole e secca, a decorso lungo e di azione redibitoria: l’animale può però egualmente essere utilizzato purché si abbia l’avvertenza di sottoporlo a cure e ricostituenti, di cibarlo con foraggi verdi e beveroni, escludendo in via assoluta il fieno polveroso, imbrattato, ammuffito.

Malattia tipica dei cavalli ricoverati in condizioni inadeguate. Una delle cause principali sono gli allergeni contenuti nella paglia e nel fieno. Sintomi sono respiro alterato e difficoltoso, narici dilatate, tosse costante.
Nei primi stadi può essere curata ma il più delle volte diventa cronica È abitudine nelle campagne , ricoverare nella medesima stalla bovini e cavalli, questa attitudine e il modo “migliore” per assicurare al cavallo di contrarre la patologia in oggetto.
Il cavallo , al contrario dei bovini che apprezzano le stalle calde ed umide, hanno invece bisogno di stalle ben areate, clima secco, lettiere pulite e asciutte.

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Corneggio

È dovuto a parziale paralisi dei nervi laringei, e più precisamente del “ricorrente di sinistra”, di guisa che l’aria nella inspirazione e, nei casi gravi, anche nell’espirazione, produce un sibilo o un rantolo caratteristico, e tanto più percepibile se si mette l’animale al trotto (”cavallo fischiatore”).

Vi sono razze più recettive di altre. Il malanno può essere ereditario oppure postumo di qualche malattia infettiva (pleuropolmonite, bronchite, adenite, ecc.), o conseguenza della ingestione di sostanze tossiche, od anche di fatti traumatici: alle volte è accompagnato da tosse; è compreso tra quelli redibitori, e se non curato subito col tempo diviene cronico: l’intervento può essere clinico, mediante la somministrazione di preparati jodici od arsenicali,
per via orale o parenterale, oppure chirurgico, però di non facile attuazione.

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Ballo dell’orso

Il cavallo di fronte alla porta del box oscilla in continuazione da un lato all’altro.

Questo è un vizio che col tempo porta ad un certo logoramento dei tendini e delle articolazioni oltre ad essere molto difficile da togliere. Essendo un vizio che deriva spesso dalla mancanza di movimento e dalla noia è necessario distrarre il cavallo facendolo spesso lavorare e distraendolo dividendo in più parti le razioni di cibo giornaliere.
Si consiglia di tenere questi cavalli al pascolo ed in compagnia di piccoli animali, pony o piccole caprette.

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Ticchio d’appoggio

Il cavallo serra con i denti il bordo della porta del box, arcua il collo e fa continui movimenti di deglutizione, causandosi consumo precoce dei denti anteriori e disturbi digestivi, fino a gravi coliche, per via dell’ingestione continua d’aria.

Per evitare questo tic bisogna far muovere il cavallo il più possibile non consentendo alcuna possibilità di “appoggio” nel box verniciando spigoli, supporti e superfici con prodotti idonei a tenerlo lontano.
Inoltre bisogna usare un collare con rinforzo in acciaio intorno al collo da rimuovere solo quando il cavallo mangia. Comunque la soluzione definitiva al “ticchio d’appoggio” è l’intervento chirurgico da affidare ad un buon veterinario.

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Oftalmite periodica (Mal della Luna)

Frequentemente è possibile vedere cavalli che presentano un’opacità diffusa della cornea, il cosiddetto
“mal della luna”
, chiamato così sia perché l’occhio diventa traslucido e sembra una luna piena, ma anche perché la malattia ricorre a fasi alterne.

In termine medico è chiamata oftalmia periodica o uveite ricorrente, si presenta inizialmente monolaterale (localizzata in un solo occhio) come una congiuntivite sierosa, con edema della congiuntiva e della cornea, forte lacrimazione, fotofobia (riluttanza a tenere gli occhi aperti alla luce del sole).
L’animale è abbattuto, con febbre e riduzione dell’appetito.
Gli attacchi successivi possono interessare entrambi gli occhi, sono più severi, imprevedibili e la risoluzione non è mai completa.

Normalmente fra un attacco doloroso e l’altro gli occhi dei cavalli presentano una forte vascolarizzazione della cornea che determina l’opacamento, l’ispessimento dell’iride e infine lesioni retiniche.

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Laminite o Podoflemmatite

Possono essere frequentemente colpiti da laminite tutti i cavalli nella cui alimentazione si fa abuso di orzo e di fave. L'insorgenza della patologia è improvvisa e febbrile deriva da un processo infiammatorio a carico dei tessuti molli del piede.

Caratteristica di questa patologia sono i disturbi di movimento, causati da processi infiammatori della parete dorsale degli zoccoli (possono essere interessati tutti i quattro, sebbene più frequentemente lo sono i due anteriori).
I cavalli colpiti da laminite evitano di muoversi e se lo fanno sembra che camminino sulle spine in modo forzato e tendono a mantenere gli arti molto ravvicinati tra loro, per disporre meglio le pressioni.

Quando sono interessati solo gli arti anteriori, essi vengono distesi in avanti per sottrarli al peso mentre i posteriori vengono portati avanti sotto il ventre. Una terapia tempestiva e mirata con iniezioni di antistaminici, infusioni ed endovenose di calcio può portare alla guarigione in breve tempo.
Una terapia tardiva può causare la caduta degli zoccoli o addirittura la morte del cavallo.

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Podoflemmatite Podoflemmatite Podoflemmatite Podoflemmatite Podoflemmatite Podoflemmatite Podoflemmatite Podoflemmatite

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Osteocondrite

Con tale termine si indica un insieme di alterazioni che colpiscono l'osso e la relativa cartilagine soprastante a livello articolare.

La manifestazione di tale patologia può essere duplice: distacco di cartilagine articolare detta “osteocondrite dissecante” o OCD (chip articolare) e formazioni di cisti ossee subito sotto la cartilagine articolare.
Le articolazioni maggiormente colpite sono la grassella, il garretto, il nodello (soprattutto degli arti anteriori) e più raramente la spalla.

L’approccio migliore è provvedere ad una visita clinica supportata da indagini radiografiche.
La radiografia, infatti, è la tecnica diagnostica più immediata che può inquadrare e definire l’approccio terapeutico all’osteocondrosi; si consiglia sempre un’indagine bilaterale, poiché questa sindrome coinvolge spesso più arti.

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Foto Osteocondrite podale settica da accesso subsoleare

Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite Osteocondrite

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Malattia Navicolare

È un'infiammazione dell'ultima articolazione falangea con erosione parziale dell'osso navicolare e della aponeurosi plantare.
I sintomi sono oscuri, spesso confusi con quelli di malattie delle regioni sovrastanti, se non è presente gonfiore e calore della corona. L'arto è meno sollevato e nel cammino copre un minor tratto di terreno, l'estensione dell'articolazione del ginocchio resta incompleta.

La malattia si può prolungare con continuo alternarsi di miglioramenti e di peggioramenti, sia nel riposo, sia nel movimento. L'unghia a poco a poco si restringe alla corona, poi il restringimento si estende ai quartieri e ai talloni e il piede diviene incastellato.

Le cause di questa malattia sono sconosciute ma spesso si possono attribuire ad esercizi violenti quali il salto ostacoli. Si cura con il riposo, con antinfiammatori, cataplasmi di svariati prodotti vegetali, minerali o chimici ma con poche o nessuna probabilità di guarigione.

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Putrefazione del Fettone

È uno stato irritativo del fettone che diviene caldo e tende ad ulcerarsi.
La sostanza cornea del fettone si rammollisce, si sfibra e dal tessuto podovilloso offeso esce un umore tremendamente maleodorante.

Non è una lesione pericolosa se è leggera e ben curata, ma se trascurata può trasformarsi nel cosiddetto cancro del fettone. Fra le cause più frequenti della comparsa della malattia è la scarsa pulizia del fettone, l'infrequenza eccessiva della ferratura, la lettiera sporca e bagnata di urina.
Si cura pulendo bene in profondità il fettone e introducendo preparati appositi (polvere di allume di rocca...) consigliati dal veterinario.

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Chiodo di Strada e Inchiodatura

Si usa chiamare chiodo di strada le ferite prodotte da chiodi o altri corpi estranei alla faccia plantare del piede. Possono essere gravi quando il corpo estraneo entra in profondità nei tessuti.

Se il corpo estraneo rimane nella ferita il cavallo zoppica, in questo caso basta estrarlo per ottenere la guarigione.
Se il corpo estraneo penetra in profondità e giunge a traumatizzare le parti più profonde possono verificarsi gravi conseguenze e perfino la morte per tetano.

È importante disinfettare sempre la parte e, se la ferita è profonda, provvedere ad una copertura antibiotica.
È bene praticare un'iniezione di siero antitetanico anche se l'animale è già stato vaccinato.

L'inchiodatura è la ferita prodotta dalla penetrazione di uno o più chiodi destinati a tenere fisso il ferro allo zoccolo. L'inchiodatura causa una zoppia più o meno spiccata.
Il rimedio è togliere immediatamente i chiodi male applicati; se vi è fuoriuscita di sangue è bene praticare un'iniezione antitetanica, disinfettare e adottare una copertura antibiotica.

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Sobbattitura

È la contusione della suola, dei talloni e di ogni altra parte del piede.
Secondo la gravità si manifesta con ecchimosi o trasudazione di sangue nella sostanza cornea, a volte con suppurazioni e formazione di ascessi.

Le sobbattiture spesso fanno zoppicare il cavallo senza che sia visibile una lesione.
Per questo il veterinario comprime con una tenaglia adatta il punto sospetto, per capire esattamente dove l'animale prova dolore. Le sobbattiture sono prodotte da terreni duri, irregolari e sassosi o da ferri non adatti al piede.

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Setole

Sono fenditure che si formano sulla parete dello zoccolo secondo la direzione delle fibre.

Si tratta di fenditure ristrette, più o meno irregolari, del margine superiore della parete, che scendono successivamente verso il margine inferiore. Possono essere superficiali, senza provocare zoppia, oppure profonde con gravi zoppie.
I cavalli maggiormente predisposti sono quelli che hanno unghie secche o sottili, piedi troppo grossi o poco resistenti.
Le setole possono essere anche prodotte da ferite alla corona, da ferrature strette, da corse violente, ecc.

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Setole Setole Setole

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Tarlo (Onicomicosi dell'Unghia)

È una forma sostenuta dall'Achorion Keratophagus.

Si insinua nei tramiti dei chiodi o in piccole fratture o screpolature della parete dello zoccolo, demolendola sotto la superficie. L'unghia presenta segatura e fragilità.
Le condizioni della lettiera possono influire sull'insorgenza della malattia, in particolare si è notato che un clima umido, un pascolo molto fangoso e una lettiera sporca e bagnata possono incrementare l'insorgenza dei casi.
Alcune carenze nutrizionali che possono favorire l'indebolimento dell'unghia possono di conseguenza favorire l'insorgere di questa malattia.

In genere i soggetti che hanno unghie deboli e delicate possono essere più facilmente preda di tale patologia. Solitamente il primo segnale della presenza del tarlo è una fessura in corrispondenza della linea bianca, visibile dopo aver tolto il ferro.
Per questo motivo la persona che maggiormente coinvolta nella diagnosi precoce del tarlo è il maniscalco, il quale, dopo aver effettuato il consueto pareggio dell'unghia, ha la possibilità di controllare tutto lo zoccolo.

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Tarlo - Prima Tarlo -Prima Tarlo - Prima Tarlo - Fine Tarlo - Fine Tarlo - Fine

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Schinella

Si forma normalmente tra il metacarpo/metatarso principale e accessorio.
Dovuta ad una lesione dei legamenti che congiungono le due ossa.

È grave se causa zoppia interferendo sul normale lavoro dei tendini.
Colpisce spessissimo i cavalli giovani ed è indirettamente correlabile al duro allenamento, ad una conformazione deficiente o ad una cattiva nutrizione. Può essere seguito da attinture.
Causa zoppia nei cavalli giovani in quanto sussiste una infiammazione.
Può essere curata.

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Lupia

Bursite al gomito dovuta sopratutto a traumi quando il cavallo, sdraiandosi, si appoggia sul tallone.
È curabile ed evitabile applicando al cavallo una “ciambella”.

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Mollette

Vesciche piene di liquido sinoviale causate da stiramenti delle guaine tendinee.
Possono essere articolari e tendinee a seconda della localizzazione.
Non provocano zoppia; se queste tumefazioni sono accompagnate da flogosi (infiammazione), significa che la struttura sinoviale è alterata.

Le sedi più comuni sono: nodello, guaina dei tendini flessori delle falangi sopra le ossa sesamoidee prossimali, guaine degli estensori anteriori e laterali delle falangi.

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Più correttamente va chiamata sindrome navicolare, poiché è più una forma di zoppia che una vera e propria malattia.
La sindrome navicolare è l’insieme di manifestazioni associate all’infiammazione o alla degenerazione dell’ osso navicolare e dei tessuti circostanti.

La conoscenza dell’anatomia dell’arto equino è particolarmente utile per capire la sindrome navicolare.
L’osso navicolare (detto anche sesamoide distale) è collocato dietro all’osso triangolare e sotto la seconda falange (piccolo pastorale). Il tendine flessore digitale profondo scende lungo la parte posteriore della seconda falange e sotto il navicolare prima di inserirsi alla parte posteriore del triangolare.
Il tendine flessore digitale profondo flette l’articolazione del triangolare, e il navicolare agisce come fulcro su cui scorre il tendine. Il navicolare è sostenuto da molti legamenti, in alto, in basso e lateralmente.
Uno di questi legamenti è il legamento impari, che congiunge il navicolare al triangolare (la falange distale).
Uno strato di cartilagine è interposta fra il navicolare ed il triangolare, come pure fra l’osso e il tendine flessore profondo. La borsa navicolare (una piccola cavità che protegge il tendine flessore e l’osso navicolare dall’abrasione dovuta allo scivolamento del tendine in quest’area) giace fra il navicolare ed il tendine. Non è conosciuta una singola causa per la sindrome navicolare, nonostante che esistano molte teorie.

I fattori più importanti sono:
La compressione dell’osso navicolare tra il tendine flessore profondo e la parte posteriore della seconda falange.
La compressione ripetuta in quest’area può causare la degenerazione della cartilagine, che si assottiglia e diventa gradualmente meno elastica e meno capace di assorbire gli shock.
La cartilagine può anche cominciare ad erodersi.
La degenerazione della cartilagine è comune nei cavalli navicolitici, in genere in corrispondenza della superficie flessoria.
L’erosione della cartilagine può progredire al punto che può affiorare l’osso sottostante.

Quando non c’è più cartilagine a proteggerli, la borsa navicolare e il tendine flessore possono essere danneggiati dal continuo sfregamento contro l’osso navicolare.
Può insorgere una borsite navicolare (un’infiammazione della borsa navicolare), anche se il danno alla cartilagine non è molto grave. La borsite è probabilmente causata dallo sfregamento causato dalla compressione fra navicolare e tendine. La costante pressione può anche aumentare la densità dell’osso subito sotto le superfici articolari, soprattutto dal lato flessorio.
Questo tende a rendere l’osso più rigido, e quindi più soggetto a fratturarsi
. La tensione applicata sui legamenti che sostengono il navicolare. Alcuni esperti ritengono che il processo degenerativo sia avviato dall’eccessiva tensione applicata a questi legamenti.

L’eccessiva tensione può causare stress e infiammazione. L’infiammazione causata dallo stress sul legamento impari può diminuire la circolazione sanguigna diretta, e proveniente, dal navicolare, poiché i maggiori vasi che interessano il navicolare scorrono in quest’area.

Se i legamenti continuano ad essere stressati, possono ispessirsi e ridurre permanentemente la circolazione sanguigna del navicolare. Siccome le vene sono compresse più facilmente delle arterie, l’afflusso sanguigno all’osso è meno ostacolato dell’efflusso. In conseguenza della stasi sanguigna, e della riduzione della circolazione, l’osso navicolare può riassorbire minerali nella sua parte centrale.

L’eccessiva tensione può anche causare espostosi nel punto dove i legamenti si connettono al navicolare, dando all’osso una forma a “canoa”. Se la tensione è estrema, i legamenti possono effettivamente spezzarsi.

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Formella

(Soprosso) può essere articolare e non articolare.
Nel 1° caso causa attrito e di conseguenza zoppia.
Nel secondo non dà disturbo ed è solo un difetto estetico. Situate alla 1.a, 2.a e 3.a falange.
Si formano in seguito a traumi che interessano il periostio (membrana che ricopre l’osso) e ne provocano un alterazione che porta alla formazione di una infiammazione con neoformazione ossea (soprosso). I cavalli cagnoli sono predisposti allo sviluppo di formelle sulla faccia laterale delle articolazioni.

I cavalli mancini lo sono sulla faccia mediale.

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Pareggio cosa è?

Il pareggio

Quando la presenza del ferro impedisce del tutto l'usura della muraglia ed il fisiologico contatto delle aree dello zoccolo con il suolo, oppure, nel cavallo sferrato, quando l'insufficiente movimento su terreno adeguatamente abrasivo non permette una regolare usura della muraglia, è necessario, ad intervalli regolari, procedere al pareggio, che consiste nell'eliminazione di tutte le parti dello zoccolo cresciute al di là dei normali limiti fisiologici.

Gli attrezzi indispensabili per il pareggio sono il coltello da zoccoli e la raspa. Nel caso di muraglia notevolmente lunga, è utile anche una tenaglia da maniscalco. Tutti questi strumenti hanno caratteristiche particolari che li rendono specializzati.

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Tipi di Ferratura

Ferratura da Concorso

La ferratura da concorso è importante perchè il cavallo è sottoposto a ritmi intensi tra cui salti ostacoli, completo e dressage e si distingue dalla ferratura da corsa.

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Ferratura da Corsa

La ferratura da corsa è fondamentale per un cavallo, perchè é sottoposto a ritmi elevati di corsa e lo zoccolo, senza una giusta ferratura, incorrerebbe in problemi patologici.

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Pareggio Correttivo per allevamento

Il pareggio serve per correggere le imperfezioni degli arti del cavallo migliorando la stabilità e i suoi difetti naturali intervenendo per correggere un particolare atteggiamento del cavallo come potrebbe essere un diffeto d'appiombo.

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